lunedì, 18 maggio 2009
Nido Città di Verbania
Un anno dopo. Congratulazioni!
“Mettere in ordine la vita dei bimbi è mettere in ordine la vita delle loro famiglie, ordine per esempio per l’insediamento”.
Il 25 maggio si festeggerà il primo anno di attività all’interno dell’asilo nido uruguayano Città di Verbania.
Il nido ospita 54 bambini divisi in quattro gruppi: due gruppi di 2 anni e due di 3 anni. Ogni gruppo è seguito da un educatore, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16.
C’è inoltre un gruppo di 68 bambini, dai 2 mesi ai 22 mesi, che partecipano una volta alla settimana con la mamma o un altro famigliare a un laboratorio di psicomotricità, in cui lavora una psicomotricista, un educatore e una psicologa. Questo è un lavoro di prevenzione e risoluzione di eventuali problemi trovati talvolta nella crescita motoria dei bambini.
Abbiamo chiesto a Monica Sallenave, responsabile dell’Associazione H2O in Uruguay, un rapporto su questo primo anno trascorso collaborando insieme. Questo è il suo racconto:
Questo mi ha detto Alejandra, che dopo il viaggio lei ha fatto alcune modifiche nella sua concezione di maestra, per esempio dice:
“Dopo il viaggio io ho applicato nel nido quell’abitudine meravigliosa di cominciare con piccoli passi per arrivare alla autonomia.
Dopo aver visto come i vostri bimbi sono capaci a due anni di mettersi le scarpe da soli, o mettersi un vestito da soli, quella è una cosa che non si vede nel nostro paese, i bimbi si fermano come un pupazzo di neve e non riescono a fare niente, la mamma deve mettere le scarpe e tutto, anche gli educatori”.
Alejandra ha cominciato con cose più semplici come rispettare quando si mangia a tavola, aspettare nel bagno, imparare ad ascoltare una musica classica, una musica per riposare.
Dobbiamo dire che sono realtà diverse e che noi abbiamo un tema grossissimo che si chiama LIMITI, che è molto difficile per gli educatori incorporare nel bambino di due anni quello che tutti sappiamo. QUESTO SI PUÒ FARE, QUESTO NON SI PUÒ FARE, NON SE PUÒ PICCHIARE IL COMPAGNO, NON SI PUÒ TIRARE I CAPELLI ALLA AMICA, e una grossa lista di “non si può”, e cosi cominciamo a dire si può fare questo... e per quello che non si può fare? Si da una spiegazione del perché.
Il tema LIMITI per esempio: la sedia è per sedersi, non si può mettere sopra la tavola, non si può dire parole che sono di offesa agli amici, si può disegnare sul foglio, perché il pavimento o il muro non sono per disegnare. Tutto questo ha una spiegazione. È molto difficile mettere e incorporare l’abitudine, anche i limiti, perché quando tornano a casa la realtà é un’altra cosa. In casa si dorme sul letto, si mangia sul letto, tutto è sul letto, perché non esiste la tavola, sono diverse le ragioni.
Le cose più importanti in questo anno di vita del nido sono:
i bimbi hanno portato nelle loro case le abitudini di mangiare sulla tavola, e chiedere alle mamme piatto, cucchiaio, bicchiere, forchetta. I bimbi hanno determinato la vita dei loro genitori, per esempio le mamme raccontano che devono preparare la tavola come al nido, che devono pulire le mani prima di mangiare, devono pulire i denti dopo pranzo. È un nuovo insegnamento per i bimbi, per le loro famiglie, per noi è invece una meraviglia sapere che ogni passo è un DIRITTO che si può vivere realmente con tutte le lettere, diritto a essere, diritto alla vita.
Un’altra cosa è il linguaggio, nel nido si può parlare in una maniera, in casa si parla in un’altra. Un anno fa tutto era difficile, adesso cominciamo a parlare lo stesso linguaggio. Da questo anno è anche in funzione una Biblioteca dove ogni bambino porta a casa dal nido il venerdì un libro di favole e cosi la mamma o il papà comincia a leggere le favole a suoi figli; quei genitori che non sanno leggere pian piano impareranno, perché suo figlio sarà sempre vicino a questo.
L’obiettivo è grande, come grande è il cuore. Dobbiamo aiutare i genitori a perdere quella paura di essere esclusi, noi stiamo parlando di genitori che hanno fatto 6 anni di scuola o nemmeno e hanno 23 anni e 3 o 4 figli, così non sono legati allo studio, sono legati a fare qualsiasi attività per portare un po’ di cibo a casa. Non hanno ore disponibili per studiare, così nel nido dobbiamo fare laboratorio di integrazione e chiedere il loro aiuto.
QUALE AIUTO?
Aiutare a cambiare per esempio le abitudini, a parlare senza parole offensive, non litigare di fronte ai bimbi, aiutare e riproporre quello che si fa nel nido a casa.
NON È UNA UTOPIA. Si può perché già abbiamo ascoltato tanti genitori dire che sono felicissimi perché i loro figli sono nel nido.
Queste parole per noi e per voi sono la forza che fa muovere tutto, perché così lontani, loro sono pienamente coscienti che con il nido voi siete qui.
Una mattina la mamma di Michelle, una bimba, mi ha domandato: “Mónica tu sai qualcosa degli amici italiani per il terremoto, gli è successo qualcosa a loro?” Io veramente guardo sul internet la TV VCO Azzurra ma non la avevo guardato per un paio di giorni, e la mamma di Michelle mi ha lasciato a bocca aperta, loro sono veramente felici perché mai avrebbero immaginato che la vita dei loro bimbi fosse così, piena di colori, di tenerezza, di amore. Il nido ha dato senso alla vita di queste famiglie, la responsabilità di alzarsi, di pulire i vestiti dei bimbi, di dare al figlio il meglio che si possa dare in una maniera molto semplice.
Mettere in ordine la vita dei bimbi è mettere in ordine la vita delle loro famiglie, ordine per esempio per l’insediamento, cioè:
Che ogni figlio possa dormire nel suo letto, ma se non lo ha, si deve cercare di fare in un altro modo, con ordine, che il cane possa dormire fuori della casetta, non sul letto. Certo, il cane d’inverno serve per scaldare il letto, però certo è che il cane porta PARASSITI ai bimbi e noi possiamo dire che l’ 80 per cento dei bimbi avevano parassiti, vermi solitari, amebe. E si è fatto un trattamento e sono così entrati nel nido senza parassiti.
Questa è invece l’opinione di Vera, l’assistente sociale, che parla da un punto di vista del lavoratore sociale. Vera dice: “Il funzionamento istituzionale nel primo mondo e molto diverso dal nostro terzo mondo, in quanto alla attenzione e alla organizzazione tecnica, e a come è il funzionamento il nostro nido è pensato come un luogo dove si da attenzione a una popolazione culturale anche economicamente carente. Si sa certo che le necessità della città di Verbania sono diverse da quelle del resto dell’Italia, vi permette norme, elementi per incorporare nel funzionamento del nido modelli di società differenti, però tecnicamente riceviamo aiuti utili e necessari per migliorare il nostro centro. Bisogna dire che l’aiuto arrivato da Verbania ha permesso di costruire una istituzione per ospitare bambini più sfortunati dell’insediamento.
Il processo di socializzazione secondaria stabilito da tecnici differenti ha permesso una crescita educativa ed emotiva che si proietta e sensibilizza verso il suo nucleo primario: la famiglia.
Queste caratteristiche di rafforzamento hanno costituito risposte parentali che hanno prodotto un avvicinamento istituzionale e una maggior comprensione del vincolo madre-figlio, padre-figlio.
Lo scambio tecnico interistituzionale realizzato in Italia ha consentito la conoscenza di norme e valori per aumentare le nostre capacità di fronte a situazioni sociali avverse.
La necessità attuale è di ampliare il locale per permettere la partecipazione di un maggior numero di bambini fin dai primissimi mesi di vita.
Questo inciderà su un cambiamento famigliare in cui si possano incorporare valori della istituzione a quelli della famiglia, e invertire le condizione della cultura della povertà.”
20:56 Scritto da: italiauruguay in Asilo Nido "Città di Verbania" | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: asilo, nido, città di verbania | OKNOtizie |
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