Benvenuti nel nostro blog:

L’associazione H2O Italia-Uruguay nasce verso la fine del 2006 per iniziativa di un gruppo di 12 giovani di ritorno da un viaggio in Uruguay proposto e finanziato dal Comune di Verbania.

Il viaggio nella periferia di Montevideo è stato occasione per rendersi conto di cosa significhi essere poveri, indigenti, sopravvivere ogni giorno senza acqua corrente, senza lavoro, condividendo pochi metri quadri in 5, 6, 7 persone e dormendo ammucchiati nello stesso letto nel tentativo di sentire meno freddo durante i mesi invernali. Toccare con mano e vedere con i propri occhi una realtà che difficilmente avremmo conosciuto stando comodi nelle nostre case, dove ogni cosa posseduta diventa una comodità a cui non si riesce a rinunciare, non ci ha lasciati indifferenti. Tutt’altro. Quella gente incontrata, quegli abbracci scambiati e quei sorrisi dei bambini hanno scavato nei nostri cuori in modo così profondo da decidere di fondare un’associazione che potesse in qualche modo dare una mano a chi vive in quelle condizioni.

A Santa Catalina vive Monica, una donna forte e determinata, che con la sua famiglia ha fondato l’ ONG H2O, ed in quella periferia deteriorata ha deciso di vivere e lavorare, portando sostegno ed assistenza alla popolazione del quartiere. La nostra Associazione, che richiama anche col nome l’ONG di Monica, ha come obiettivi principali il far conoscere la realtà di Santa Catalina, delle baraccopoli di Montevideo e in generale delle problematiche del sud del mondo ed il sostenere anche economicamente le attività ed iniziative della ONG H2O, che da più di dieci anni opera con entusiasmo in quelle zone di profondo disagio, seguendo i bambini in età pre-scolare, che spesso presentano problemi di denutrizione e ritardi nella crescita, e portando assistenza alle giovani mamme incinta.

Questo blog nasce perciò con lo scopo di farci conoscere e divulgare le nostre idee, pensieri ed iniziative.

Il sito della ONG di Monica si trova a questa pagina: http://h2o.hispaserver.net/

Buona navigazione!

sabato, 19 settembre 2009

Viaggio in Uruguay

DSCF6424.JPGLo scorso agosto una delegazione del Comune di Verbania composta da diverse figure professionali (3 educatrici di asilo nido, una maestra di scuola primaria, uno studente di psicologia, una pedagogista e un regista), accompagnata da Gianni Cerullo – presidente della nostra associazione H2O Italia Uruguay – si è recata a Santa Catalina, nella periferia di Montevideo in visita all’Asilo Nido “Città di Verbania”.

 

 

IMG_1903.JPGIl 25 maggio 2009 l’ONG H2O ha festeggiato il primo anniversario dalla nascita dell’Asilo Nido “Città di Verbania”. La struttura nasce per soddisfare i bisogni primari dei bambini in età prescolare e accompagnare i genitori nel loro compito educativo e famigliare. Le attività proposte dalle educatrici trovano origine dal principio che “mettere ordine nella vita dei bimbi è mettere ordine nella vita delle loro famiglie” (principio fondamentale in un ambiente come Santa Catalina).

La struttura accoglie quotidianamente 54 bambini che sono accuditi da personale multidisciplinare (assistenti sociali, psicologi, educatori e ausiliari).  Due pomeriggi alla settimana altri 50 bambini dai 6 mesi ai 3 anni hanno la possibilità di partecipare ad un laboratorio di psicomotricità, in cui insieme alle loro mamme imparano a comunicare e a giocare.

 

L’asilo è nato dall’intenso lavoro dell’ONG uruguayana Grupo H2O e dallo stretto rapporto che negli anni si è costruito con “gli amici italiani” e dall’appoggio degli Assessorati all’Ambiente e Pace e alla Cultura del Comune di Verbania.

 

DSCN3135.JPGDurato quindici giorni, il viaggio si proponeva come continuazione dello scambio cultural - formativo avvenuto nell’ottobre del 2008 tra educatrici del nido uruguayano e Verbania. La scelta di inviare un gruppo di educatrici è stata determinata dallo scopo della missione: condividere le esperienze educative e formative con le operatrici, osservare i progetti realizzati, raccogliere le testimonianze di chi lavora e di chi vive a Santa Catalina, e ragionare su nuove idee.

 

Oggi al rientro da questo secondo viaggio ci sono due nuovi obiettivi da realizzare:

-          l’ampliamento dell’asilo nido per poter costruire una zona riposo, offrendo così la possibilità anche ai più piccoli di usufruire tutti i giorni del servizio;

-          creare dei laboratori professionali  (ad esempio una piccola sartoria) in cui le mamme possano lavorare e guadagnare.

 

 

"NO ES ILUSIÓN LA UTOPÍA,

SINO EL CREER QUE LOS IDEALES

SE REALIZAN SIN ESFUERZO

Y SIN SACRIFICIO.

 

 HAY QUE TRABAJAR

 

NUESTRO IDEAL NO SERÁ

LA OBRA DE UNO

DOS O TRES HOMBRES DE GENIO,

SINO DE LA COOPERACION

SOSTENIDA LLENA DE FÉ,

DE MUCHOS DE INNUMERABLES

HOMBRES MODESTOS" 

 

Pedro Henriquez Ureña

 

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lunedì, 18 maggio 2009

Nido Città di Verbania

Un anno dopo. Congratulazioni!

“Mettere in ordine la vita dei bimbi è mettere in ordine la vita delle loro famiglie, ordine per esempio per l’insediamento”.

 

Il 25 maggio si festeggerà il primo anno di attività all’interno dell’asilo nido uruguayano Città di Verbania.

Il nido ospita 54 bambini divisi in quattro gruppi: due gruppi di 2 anni e due di 3 anni. Ogni gruppo è seguito da un educatore, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16.

C’è inoltre un gruppo di 68 bambini, dai 2 mesi ai 22 mesi, che partecipano una volta alla settimana con la mamma o un altro famigliare a un laboratorio di psicomotricità, in cui lavora una psicomotricista, un educatore e una psicologa. Questo è un lavoro di prevenzione e risoluzione di eventuali problemi trovati talvolta nella crescita motoria dei bambini.

 

Abbiamo chiesto a Monica Sallenave, responsabile dell’Associazione H2O in Uruguay, un rapporto su questo primo anno trascorso collaborando insieme. Questo è il suo racconto:

 


Questo mi ha detto Alejandra, che dopo il viaggio lei ha fatto alcune modifiche nella sua concezione di maestra, per esempio dice:
Dopo il viaggio io ho applicato nel nido quell’abitudine meravigliosa di cominciare con piccoli passi per arrivare alla autonomia.
Dopo aver visto come i vostri bimbi sono capaci a due anni di mettersi le scarpe da soli, o mettersi un vestito da soli, quella è una cosa che non si vede nel nostro paese, i bimbi si fermano come un pupazzo di neve e non riescono a fare niente, la mamma deve mettere le scarpe e tutto, anche gli educatori
”.
Alejandra ha cominciato con cose più semplici come rispettare quando si mangia a tavola, aspettare nel bagno, imparare ad ascoltare una musica classica, una musica per riposare.
Dobbiamo dire che sono realtà diverse e che noi abbiamo un tema grossissimo che si chiama LIMITI, che è molto difficile per gli educatori incorporare nel bambino di due anni quello che tutti sappiamo. QUESTO SI PUÒ FARE, QUESTO NON SI PUÒ FARE, NON SE PUÒ PICCHIARE IL COMPAGNO, NON SI PUÒ TIRARE I CAPELLI ALLA AMICA, e una grossa lista di “non si può”, e cosi cominciamo a dire si può fare questo... e per quello che non si può fare? Si da una spiegazione del perché.
Il tema LIMITI per esempio: la sedia è per sedersi, non si può mettere sopra la tavola, non si può dire parole che sono di offesa agli amici, si può disegnare sul foglio, perché il pavimento o il muro non sono per disegnare. Tutto questo ha una spiegazione. È molto difficile mettere e incorporare l’abitudine, anche i limiti, perché quando tornano a casa la realtà é un’altra cosa. In casa si dorme sul letto, si mangia sul letto, tutto è sul letto, perché non esiste la tavola, sono diverse le ragioni.

 

Le cose più importanti in questo anno di vita del nido sono: 
i bimbi hanno portato nelle loro case le abitudini di mangiare sulla tavola, e chiedere alle mamme piatto, cucchiaio, bicchiere, forchetta. I bimbi hanno determinato la vita dei loro genitori, per esempio le mamme raccontano che devono preparare la tavola come al nido, che devono pulire le mani prima di mangiare, devono pulire i denti dopo pranzo. È un nuovo insegnamento per i bimbi, per le loro famiglie, per noi è invece una meraviglia sapere che ogni passo è un DIRITTO che si può vivere realmente con tutte le lettere, diritto a essere, diritto alla vita.
Un’altra cosa è il linguaggio, nel nido si può parlare in una maniera, in casa si parla in un’altra. Un anno fa tutto era difficile, adesso cominciamo a parlare lo stesso linguaggio. Da questo anno è anche in funzione una Biblioteca dove ogni bambino porta a casa dal nido il venerdì un libro di favole e cosi la mamma o il papà comincia a leggere le favole a suoi figli; quei genitori che non sanno leggere pian piano impareranno, perché suo figlio sarà sempre vicino a questo.

 

L’obiettivo è grande, come grande è il cuore. Dobbiamo aiutare i genitori a perdere quella paura di essere esclusi, noi stiamo parlando di genitori che hanno fatto 6 anni di scuola o nemmeno e hanno 23 anni e 3 o 4 figli, così non sono legati allo studio, sono legati a fare qualsiasi attività per portare un po’ di cibo a casa. Non hanno ore disponibili per studiare, così nel nido dobbiamo fare laboratorio di integrazione e chiedere il loro aiuto.

QUALE AIUTO?
Aiutare a cambiare per esempio le abitudini, a parlare senza parole offensive, non litigare di fronte ai bimbi, aiutare e riproporre quello che si fa nel nido a casa. 
NON È UNA UTOPIA. Si può perché già abbiamo ascoltato tanti genitori dire che sono felicissimi perché i loro figli sono nel nido.

 

Queste parole per noi e per voi sono la forza che fa muovere tutto, perché così lontani, loro sono pienamente coscienti che con il nido voi siete qui.

 
Una mattina la mamma di Michelle, una bimba, mi ha domandato: “Mónica tu sai qualcosa degli amici italiani per il terremoto, gli è successo qualcosa a loro?” Io veramente guardo sul internet la TV VCO Azzurra ma non la avevo guardato per un paio di giorni, e la mamma di Michelle mi ha lasciato a bocca aperta, loro sono veramente felici perché mai avrebbero immaginato che la vita dei loro bimbi fosse così, piena di colori, di tenerezza, di amore. Il nido ha dato senso alla vita di queste famiglie, la responsabilità di alzarsi, di pulire i vestiti dei bimbi, di dare al figlio il meglio che si possa dare in una maniera molto semplice.

 

Mettere in ordine la vita dei bimbi è mettere in ordine la vita delle loro famiglie, ordine per esempio per l’insediamento, cioè:  
Che ogni figlio possa dormire nel suo letto, ma se non lo ha, si deve cercare di fare in un altro modo, con ordine, che il cane possa dormire fuori della casetta, non sul letto. Certo, il cane d’inverno serve per scaldare il letto, però certo è che il cane porta PARASSITI ai bimbi e noi possiamo dire che l’ 80 per cento dei bimbi avevano parassiti, vermi solitari, amebe. E si è fatto un trattamento e sono così entrati nel nido senza parassiti.

Questa è invece l’opinione di Vera, l’assistente sociale, che parla da un punto di vista del lavoratore sociale. Vera dice: “Il funzionamento istituzionale nel primo mondo e molto diverso dal nostro terzo mondo, in quanto alla attenzione e alla organizzazione tecnica, e a come è il funzionamento il nostro nido è pensato come un luogo dove si da attenzione a una popolazione culturale anche economicamente carente. Si sa certo che le necessità della città di Verbania sono diverse da quelle del resto dell’Italia, vi permette norme, elementi per incorporare nel funzionamento del nido modelli di società differenti, però tecnicamente riceviamo aiuti utili e necessari per migliorare il nostro centro. Bisogna dire che l’aiuto arrivato da Verbania ha permesso di costruire una istituzione per ospitare bambini più sfortunati dell’insediamento.
 
Il processo di socializzazione secondaria stabilito da tecnici differenti ha permesso una crescita educativa ed emotiva che si proietta e sensibilizza verso il suo nucleo primario: la famiglia.
Queste caratteristiche di rafforzamento hanno costituito risposte parentali che hanno prodotto un avvicinamento istituzionale e una maggior comprensione del vincolo madre-figlio, padre-figlio.

Lo scambio tecnico interistituzionale realizzato in Italia ha consentito la conoscenza di norme e valori per aumentare le nostre capacità di fronte a situazioni sociali avverse.

La necessità attuale è di ampliare il locale per permettere la partecipazione di un maggior numero di bambini fin dai primissimi mesi di vita.

Questo inciderà su un cambiamento famigliare in cui si possano incorporare valori della istituzione a quelli della famiglia, e invertire le condizione della cultura della povertà.”

 

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lunedì, 02 febbraio 2009

Bando Provinciale

Insieme al Comune di Verbania, l'Associazione ha partecipato all'ultimo bando provinciale per l'Attuazione del Programma d'Azione Provinciale L.R. 67/1995 - Anno 2008, con un progetto denominato "COSì LONTANI, COSì VICINI".

Dopo aver intrapreso un importante scambio culturale con l'Asilo Nido "Città di Verbania" operante a Santa Catalina da maggio 2008, ed aver accolto qui a Verbania alcune maestre per varie attività formative lo scorso autunno, vogliamo ora continuare questa amicizia creando reciprocità di esperienze tra Verbania e l'Uruguay.

Obiettivo primario del progetto è quello di coinvolgere umanamente e professionalmente alcune maestre degli Asili Nido di Verbania in un viaggio in Uruguay per confrontarsi con un metodo educativo in un contesto differente. Da questa esperienza sarà poi possibile impegnarsi per una sensibilizzazione dei giovani del nostro territorio riguardo alle problematiche del Sud del mondo e a tutti i fenomeni ad esse correlati riscontrabili anche a livello locale. Conoscere ciò che ci appare così lontano e così diverso dalla nostra realtà è forse il modo migliore per comprenderlo, rendendoci più sensibili ed attenti verso chi bussa alla porta di casa nostra.

Intendiamo raccogliere testimonianze di vita quotidiana, racconti, favole, immagini, video, che illustrino problematiche e risorse, tessuto culturale e prassi educative della periferia di Montevideo, con l'intenzione di pubblicare un libro.

Siamo attualmente in attesa che questo nostro progetto venga accolto.

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Alcuni momenti dello scambio cultural-formativo dello scorso autunno.

lunedì, 08 settembre 2008

Los niños aprenden lo que viven

Si un niño vive criticado

aprende a criticar

Si un niño vive con hostilidad

aprende a pelear

Si un niño vive avergonzado

aprende a sentirse culpable

Si un niño vive con tolerancia

aprende a ser tolerante

Si un niño vive con estímulo

aprende a confiar

Si un niño vive apreciado

aprende a apreciar

Si un niño vive con equidad

aprende a ser justo

Si un niño vive con seguridad

aprende a tener fé

Si un niño vive con aprobación

aprende a quererse

Si un niño vive con aceptación y amistad

aprende a hallar amor en el mundo

giovedì, 04 settembre 2008

Tessera annuale

Diventare Soci Ogni anno H2O Italia-Uruguay effettua il tesseramento a chiunque volesse diventare socio dell’Associazione. Perché diventare soci? L’Associazione collabora a stretto contatto con l' ONG di Monica a Santa Catalina e sostiene le sue iniziative. Entrando a far parte di H2O si aderisce ad un progetto di Cooperazione Internazionale per dare concreto supporto alle attività che hanno luogo in questo quartiere della periferia di Montevideo. Certo è che il tesserarsi ad H2O è anche un modo per dimostrarsi sensibili alle realtà del Sud del mondo, non solo nei confronti dell’Uruguay. Come diventare soci? Puoi inviarci la tua richiesta a quest’indirizzo h2oitalia@email.it e verrai contattato da noi per l’adesione.